Mappa - Bangui (Commune de Bangui)

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Bangui (Commune de Bangui)

Bangui (pronuncia francese: [bɑ̃ɡi]) è la capitale della Repubblica Centrafricana e la sua più grande città, con una popolazione stimata di 790 000 abitanti nel 2014.

Il nome del primo insediamento era Bongai, che significa "rapide", poiché nacque sulla riva settentrionale del fiume Ubangi. La città venne fondata dai francesi nel 1889, e crebbe durante il periodo in cui faceva parte dell'Africa Equatoriale Francese.

La maggior parte della popolazione della Repubblica Centrafricana vive nella parte occidentale del paese, a Bangui e nell'area circostante. La città forma un comune autonomo circondato dalla prefettura di Ombella-M'Poko. Il comune ha una superficie di 67 chilometri quadrati ed è la più piccola divisione amministrativa di alto livello nel paese, ma la più grande in termini di popolazione. La città è composta da 8 distretti urbani (arrondissement), 16 groupement e 205 quartieri (quartier). Essendo la capitale della Repubblica Centrafricana, Bangui funge da centro commerciale ed amministrativo, qui hanno sede l'Assemblea Nazionale, gli edifici governativi, le banche, le imprese straniere, le ambasciate, gli ospedali, molti alberghi, grandi mercati e la prigione centrale di Ngaragba.

A Bangui si producono tessuti, prodotti alimentari, birra, scarpe e sapone. La città è servita dall'aeroporto di Bangui, il Bangui M'Poko International Airport. La città è anche sede dell'Università di Bangui, inaugurata nel 1970. Bangui è stata teatro di intense attività ribelli durante i decenni di sconvolgimenti politici, compresa la ribellione in corso, per i quali è stata nominata nel 1996 una delle città più pericolose al mondo.

Studi archeologici a Bangui e nelle aree limitrofe hanno rivelato almeno 26 siti risalenti all'età del ferro, contenenti molti strumenti e oggetti di metallo, grazie ai quali si è potuto far luce sulla storia pre-europea della città e della zona circostante. Questi siti archeologici sono stati aggiunti alla lista dei Patrimonio Mondiale dell'UNESCO l'11 aprile 2006 nella categoria Cultura. Il sito più vicino a Bangui è Pendere-Sengue, a 800 metri dalla moderna Independence Avenue, dove gli archeologi hanno effettuato studi. È un sito paleo-metallurgico, dove, oltre a diverse migliaia di cocci di ceramica, sono stati rinvenuti utensili in ferro e ceramica e una spatola di ferro dal peso di 9 kg. Gli affioramenti di oggetti in ferro si distribuiscono lungo 200 metri sul letto di un torrente. La datazione del sito archeologico, rispetto a siti simili in Nigeria e Sudan, potrebbe essere più vicina al IX secolo a.C.

Bangui è stata fondata nel 1889 in quella che fu la colonia francese di Haut-Oubangui, più tardi chiamata Ubangi-Chari, e fece parte dell'Africa Equatoriale Francese. Chiamata così a causa delle rapide del fiume Ubangi, la città è cresciuta a causa della sua vicinanza a una postazione militare francese situata sul fiume. Bangui è servita come centro amministrativo in epoca coloniale e continua ad essere il centro amministrativo della Repubblica Centrafricana. I francesi installarono una stazione radio a Bangui, che venne descritta nel 1932 come "la stazione radio più remota in Africa". Nel 1970 il presidente Jean-Bédel Bokassa istituì l'Università di Bangui, nel 1971 fondò la compagnia aerea nazionale, Air Centrafrique, e ordinò la costruzione di due nuovi hotel di lusso in città. Con l'aumentare delle tensioni fra Bangui e Parigi a causa delle spese incontrollabili di Bokassa, le banche occidentali rifiutarono di prestargli altri soldi. I rapporti con i francesi peggiorarono ulteriormente nell'aprile 1974, quando il corpo di Brigette Miroux fu scoperto in una camera d'albergo a Bangui. I giornali francesi riportarono che la donna era stata l'amante di Bokassa e che quest'ultimo era responsabile del suo omicidio. Come risultato, Bokassa vietò le importazioni di giornali francesi e assunse il controllo della sede dell'agenzia di stampa francese Agence France-Presse, situata a Bangui.

Nel 1975, Bangui aveva una popolazione di 300.723 abitanti. Nel marzo del 1981, in seguito alle elezioni, la città vide lo scatenarsi della violenza, soprattutto in seguito all'Operazione Caban, che portò i francesi a far cadere Bokassa (che si era auto-incoronato imperatore Bokassa I), e a sostituirlo con David Dacko. Gli oppositori del presidente si incontrarono a Bangui e furono costretti a fuggire dal paese. Bokassa andò sotto processo, ma tornò volontariamente a Bangui, nell'autunno del 1986. Inizialmente condannato a morte, l'ex presidente ottenne la commutazione della pena in ergastolo nel febbraio 1988. Il suo successore, il generale André Kolingba, capo di stato maggiore dell'esercito di Decko, assunse il controllo dell'esercito il 1º settembre 1981 sotto il pretesto che il paese si stava dirigendo verso la guerra civile. Sebbene Kolingba stesse tentando di combattere la corruzione e di migliorare la condizione economiche del paese, non riuscì ad attuare le riforme. Nella metà del 1980 la situazione economica del paese si deteriorò. L'80% del fatturato veniva utilizzato per pagare gli stipendi al personale. Anche il tentativo di generare reddito attraverso il prelievo fiscale sui diamanti si rivelò controproducente. Nel 1986, seguendo le orme dei presidenti precedenti anche Kolingba si dichiarò "capo della nazione". Tuttavia, sotto la pressione della Francia e di altri paesi occidentali, Kolingba, restaurò la democrazia nel 1991 con un governo multipartitico, anche se le elezioni si tennero solo tre anni più tardi, nell'agosto 1994. Dopo le elezioni Ange-Félix Patassé venne eletto alla carica di presidente. Dal momento che proveniva dal nord della Repubblica, i sostenitori meridionali di Kolingba iniziarono una ribellione nel 1996. Nel maggio 1996, circa 200 soldati della Repubblica Centrafricana si ammutinarono a Bangui, chiedendo aumenti salariali e le dimissioni di Ange-Félix Patassé. In seguito, i rinnegati depredarono e uccisero più di 50 persone. Le truppe francesi di stanza nel paese soppressero la ribellione e restaurarono il potere dittatoriale. Dopo essere stato eletto, il presidente Patassé annunciò la creazione di un governo di unità nazionale all'inizio del 1997. Il governo di Patassé, i partiti di opposizione e gruppi religiosi firmarono gli accordi di Bangui nel gennaio 1997, considerati "una serie di misure volte a conciliare concorrenti fazioni politiche, per effettuare le riforme e rafforzare l'economia. Nello stesso anno, le truppe ribelli rifiutarono una base militare a Bangui e nel mese di giugno scoppiò una nuova rivolta. A causa delle frequenti agitazioni politiche Bangui fu nominata nel 1996 una delle città più pericolose al mondo. Il 25 ottobre 2002, diverse città del paese compresa Bangui sono state attaccate dalle forze del generale François Bozizé, forti del sostegno internazionale. Bozizé "ha rifiutato di accettare un mandato di arresto ed ha disertato con un centinaio di soldati, impegnati in battaglie di strada nei quartieri settentrionali di Bangui (tradizionalmente fedeli a Patassé), e si è trasferito al nord del paese." Bozizé andò temporaneamente in esilio in Ciad, ma tornò presto a Bangui per continuare la lotta affiancato dalle sue truppe. Potasse venne completamente isolato e le poche forze favorevoli al mantenimento della pace furono inefficaci. Le truppe di Bozizé riuscirono a rovesciare il governo di Patassé con il supporto del Ciad. Mentre tornava dal Niger dopo aver partecipato a una conferenza, Patassé non poté atterrare a Bangui e dovette chiedere asilo in Togo. Bozizé, dopo aver preso il potere, sospese la Costituzione e formò un governo di transizione composto da tutti i partiti, che funzionava come un organo legislativo provvisorio. Tuttavia, il clima di sfiducia continuò e alla fine del 2012 la coalizione Seleka si ribellò contro il governo autocratico ed entrò in città. Dopo la cattura di Bria, Sibut e altre città importanti, i ribelli erano sul punto di prendere Damara, ovvero l'ultima città strategica prima di Bangui. Francia e Stati Uniti rifiutarono di sostenere il presidente e rafforzarono la Forza multinazionale dell'Africa Centrale (Fomac). Nel gennaio 2013 i ribelli cessarono le ostilità, sperando in una soluzione negoziata. A seguito di un cessate il fuoco e un accordo di condivisione del potere, Seleka e Bozizé decisero di onorare le richieste dei ribelli, ovvero la liberazione dei prigionieri ribelli e l'espulsione delle truppe straniere dal Paese. L'accordo permise a Bozizé di completare il suo mandato e di includere i membri della Seleka in un nuovo governo. Nuove elezioni erano in programma nel 2016 ma l'accordo non venne onorato ed i ribelli furono catturati a Bangui il 23 marzo 2013, costringendo Bozizé a fuggire dalla capitale.

 

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Paese (area geografica) - Repubblica Centrafricana

Bandiera della Repubblica Centrafricana
La Repubblica Centrafricana (fr. République centrafricaine, sg. Ködörösêse tî Bêafrîka) è uno Stato dell'Africa Centrale, la cui capitale è Bangui.

La repubblica confina a nord con il Ciad, a est con il Sudan e il Sudan del Sud, a sud con la Repubblica Democratica del Congo e la Repubblica del Congo e a ovest con il Camerun; è uno stato senza sbocco al mare.
Valuta / Linguaggio  
ISO Linguaggio
FR Lingua francese (French language)
KG Lingua kongo (Kongo language)
LN Lingua lingala (Lingala language)
SG Lingua sango (Sango language)
Mappa  
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Quartiere - Paese (area geografica)  
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